La spettacolare scenografia della natura,  la silenziosa perfezione  dell’essere,  la completezza dei cicli, sono grandi esperienze che ci arricchiscono profondamente. Avere a che fare tutti gli anni con queste ricchezze è un grande privilegio e come Artigiani del Vino Autentico vigiliamo affinché le autentiche forze della natura si uniscano nel vino e diventino massima espressione di diversità e di autenticità del territorio.


Questa breve frase sintetizza il lavoro, l’amore e il rispetto per la nostra terra. Non ci sentiamo pionieri della verità, i veri pionieri sono stati  tutti coloro che oltre 150 anni fa, praticavano agricoltura senza le ingannevoli comodità tecniche di oggi e, soprattutto,  tutti coloro che nel periodo del boom industriale con lungimiranza ci misero  in guardia dall’errore in cui l’uomo stava cadendo nella gestione della propria terra.

Da attenti osservatori riteniamo che  due siano le qualità fondamentali da non perdere mai di vista nella nostra attività: l’artigianalità e l’autenticità.

 

L’Artigianalità.

Negli ultimi anni abbiamo perso il valore dell’artigianalità, essa del resto stride molto con la logica industriale basata sulla necessità di uniformare, di omogenizzare, di favorire economie di scala, di progettare strategie di marketing spesso di breve termine, ecc…. Talvolta si associa all’artigianalità concetti negativi qualche volta connessi con l’idea di impreciso, approssimato, empirico.

Ma guardando bene i prodotti che sono in grado di sfidare il tempo, sono proprio quelli nati dalla sapiente mano dell’artigiano, dal suo intuito, dalla sua creatività e professionalità. I prodotti di un bravo artigiano hanno, infatti, l’attitudine a diventare unici e poco ripetibili.

Nel lungo processo della produzione del vino, che va dall’idea della progettazione di un vigneto alla commercializzazione delle stesse bottiglie, ci sono tantissimi momenti in cui è il vignaiolo artigiano può influire sulla qualità dei propri vini. La prima forza dell’artigiano è quella dell’ ”handmake”, del "fare a mano" e quindi di ridurre all'essenziale la meccanizzazione dei processi di produzione. Fare a mano, nel vigneto, significa avvicinarsi più possibile al processo di crescita dettato dalla natura e, in cantina, significa evitare più possibile il ricorso ad artifici che finiscono per cambiare l'autentica espressione del prodotto.

L’artigiano tuttavia non è soltanto il produttore e l’ideatore ma è anche il primo responsabile  della qualità e autenticità dei propri prodotti e per questo può essere considerato  una specie di “sentinella”. L’artigiano è  il guardiano e il custode delle identità della propria azienda e del proprio territorio.

 

L’Autenticità.

Il presupposto dell’autenticità che plasma continuamente tutta la nostra attività ha un significato molto chiaro e profondo che  va ben oltre l’intento di produrre semplicemente in maniera Bio.

Autenticità per noi significa prima di tutto far crescere le piante imitando nei minimi dettagli lo strumento più evoluto che esista:  la stessa Natura. Significa quindi evitare l’uso di prodotti chimici nei propri vigneti, ricorrere il meno possibile alla meccanizzazione (che ha regole che non sono quelle ideate dalla natura), evitare prodotti esogeni in cantina (che finiscono per deviare un vino di terroir verso un vino buono ma senza originalità e territorio).

In questo siamo assolutamente convinti, non si può parlare di autenticità qualora vengano riscontrati  tramite analisi chimiche nei nostri vini residui di pesticidi o principi attivi chimici  o qualora vengano usati in vinificazione e affinamento prodotti esogeni.

Ovviamente non è semplice produrre le uve in maniera autentica e grande competenza deve avere il vignaiolo-cantiniere per intraprendere la via dell’autenticità, del resto “difficili sono le cose belle”.

La strada dell’autenticità non può non partire dal rispetto di tre grandi fondamentali forze della natura: la spettacolare scenografia, la silenziosa perfezione, la completezza dei cicli. Sono questi pilastri la cui mancata comprensione da parte del coltivatore lo allontanerebbe  da un’attenta gestione della sua azienda. Come diceva lo stesso Gothe, occorre cognizione percettiva, una percezione attiva data dal coinvolgimento pratico che il vero l’artigiano possiede.  

 

Rispettare “La Spettacolare Scenografia Della Natura” ci  permette prima di tutto di capire e assecondare la straordinaria varietà che c’è in Natura  e che tale varietà significa stabilità. Da qui la cura del paesaggio anche in senso estetico, il giusto accostamento delle piante senza soffocamenti monocolturali, l’ esaltazione della biodiversità anche a livello di paesaggio, la cura delle siepi, ecc….

Rispettare “La Silenziosa Perfezione Dell’essere” è il secondo passo. Come diceva Voiser "i supremi giudici dei metodi agronomici non sono i chimici di laboratorio, ma gli animali e le piante". Comprendere ciò significa che non c’è metodo migliore di quello che consiste nell’ imitare la perfezione della stessa Natura e che solo questo metodo, senza altre distrazioni o scorciatoie, porterà equilibrio e autosufficienza di lungo termine. Tutto questo ci convincerà ad applicare le migliori tecniche naturali come quelle delle consociazioni vegetali e della pacciamatura, che concimare significa prima di tutto vitalizzare il suolo, che vitalizzare il suolo  a sua volta significa meglio controllare le malattie e che il controllo degli infestanti non potrà essere mai fatto chimicamente.

 

Il terzo privilegio è comprendere la “Completezza Dei Cicli”. In natura infatti tutti i processi biologici vengono portati a compimento, senza rifiuti e inquinamenti, pur conservando anzi migliorando la fertilità dei suoli. Comprendere la completezza dei cicli significa anche comprendere che in Natura ci sono sì le malattie , ma che queste sono comunque governate dallo stesso ecosistema anzi servono per rafforzarne l’equilibrio. Comprendere la Completezza dei cicli significa anche comprendere “che pensare di fare meglio del creatore è peccare di presunzione” e quindi il miglior metodo agricolo è  quello che si basa sulla imitazione e il massimo rispetto delle forze naturali. L’autenticità sta proprio qui!

L’autenticità quindi è  un processo di conoscenza che permette di capire come sia basilare riprendersi il legame con la Natura.  Il Vignaiolo Artigiano  deve vigilare affinché tutto scorra nel senso giusto, che sia minima o nulla la dipendenza dai prodotti chimici e che i propri prodotti siano la trasformazione in maniera autentica delle forze della Natura.